Codice dell’ OM

Codice internazionale dei Radioamatori

1) Il Radioamatore si comporta da gentiluomo
Non usa mai la radio solo per il proprio piacere e, comunque, mai in modo da diminuire il piacere altrui.

2) Il Radioamatore è leale
Offre la sua lealtà, incoraggiamento e sostegno al Servizio di Amatore, ai colleghi ed alla propria Associazione, attraverso la quale il radiantismo del suo Paese è rappresentato.

3) Il Radioamatore è progressista
Mantiene la propria stazione tecnicamente aggiornata ed efficiente e la usa in modo impeccabile.

4) Il Radioamatore è cortese
Trasmette lentamente e ripete con pazienza ciò che non è stato compreso, dà suggerimenti e consigli ai principianti, nonchè cortese assistenza e cooperazione a chiunque ne abbia bisogno: del resto ciò è il vero significato dell’ Ham Spirit.

5) Il Radioamatore è equilibrato
La radio è la sua passione; fa però in modo che essa non sia a discapito di alcuno dei doveri che egli ha verso la propria famiglia, il lavoro e la collettività.

6) Il Radioamatore è altruista
La sua abilità, le sue conoscenze e la sua stazione sono sempre a disposizione del Paese e della comunità.

Norme d’esercizio (D.L. 259/03, All. 26, Art. 12)


1) L’esercizio della stazione di radioamatore deve essere svolto in conformità delle norme legislative e regolamentari vigenti e con l’osservanza delle prescrizioni contenute nel Regolamento internazionale delle radiocomunicazioni.

2) E’ vietato l’uso della stazione di radioamatore da parte di persona diversa dal titolare, salvo che si tratti di persona munita di patente che utilizzi la stazione sotto la diretta responsabilità del titolare. In tal caso deve essere usato il nominativo della stazione dalla quale si effettua la trasmissione.

3) Le radiocomunicazioni devono effettuarsi con altre stazioni di radioamatore italiane od estere debitamente autorizzate, a meno che le competenti Amministrazioni estere abbiano notificato la loro opposizione.

4) E’ consentita l’interconnessione delle stazioni di radioamatore con le reti pubbliche di comunicazione elettronica per motivi esclusivi di emergenza o di conseguimento delle finalità proprie dell’attività di radioamatore.

5) Le radiocomunicazioni fra stazioni di radioamatore devono essere effettuate in linguaggio chiaro; le radiocomunicazioni telegrafiche o di trasmissione dati devono essere effettuate esclusivamente con l’impiego di codici internazionalmente riconosciuti; è ammesso l’impiego del codice “Q” e delle abbreviazioni internazionali in uso.

6) All’inizio ed alla fine delle trasmissioni, nonché ad intervalli di dieci minuti nel corso di esse, deve essere ripetuto il nominativo della stazione emittente. In caso di trasmissioni numeriche a pacchetto, il nominativo della stazione emittente deve essere contenuto in ogni pacchetto.

7) E’ vietato ai radioamatori far uso del segnale di soccorso, nonché impiegare segnali che possono dar luogo a falsi allarmi.

8) E’ vietato ai radioamatori intercettare comunicazioni che essi non hanno titolo a ricevere; è comunque vietato far conoscere a terzi il contenuto e l’esistenza dei messaggi intercettati e involontariamente captati.

Suggerimenti:


ASCOLTARE PRIMA DI CHIAMARE
Assicuratevi che la frequenza sia libera prima di trasmettere. Ascoltate per almeno 30 secondi e poi chiedete: “E’ libera la frequenza?” oppure “Is this frequency in use?”. Ripetete la domanda due o tre volte.

USATE CORRETTAMENTE I CODICI
L’uso troppo frequente del codice Q in fonia è una cattiva abitudine. Il codice Q è essenziale per i QSO in CW in quanto consente notevoli abbreviazioni della trasmissione ed assicura la comprensibilità al di là della conoscenza delle lingue ma il suo uso frequente in fonia è inopportuno. Usatelo con parsimonia.
Abbreviazioni che poi vanno accuratamente evitate in fonia sono: “HI” (la risata), 73 (saluti) ed 88 (baci).

USO DEL NOMINATIVO BARRATO
Quando si opera in mobile al di fuori della propria call area è opportune segnalarlo facendo seguire al proprio nominativo la dizione (ad esempio) “mobile 6” dove il 6 in questo caso identifica la call area in cui ci si trova. Analogamente se trasmettete da una call area diversa da quella abituale, usate il nominativo barrato (esempio IW6DSL/0 se trasmette dalla zona zero).

TENERE AGGIORNATO CON CURA IL LOG DI STAZIONE
Tenete con cura il Log dei vostri collegamenti qualunque sia la banda ed il modo di emissione che usate. Il Log è il testimone della vostra attività, è il diario del vostro essere Radioamatore. Anche per le quattro chiacchiere con gli amici in FM sul ponte registrate sempre i vostri collegamenti.
Fra l’altro, il DL 259/03, che regolamenta l’attività di Radioamatore in Italia, ne prevede il regolare aggiornamento.

EVITARE LA FRENESIA DEL PTT
Lasciate sempre una pausa prima di pigiare il PTT per consentire ad eventuali colleghi di bussare al QSO in corso.
Dopo aver pigiato il PTT, attendete un attimo prima di parlare. Se non lo fate la prima parola che direte rischierà di essere troncata ed incomprensibile. Se inizialmente riuscirete ad imporvi questa attenzione la cosa in seguito diverrà poi per voi automatica.

SIATE CORTESI
Mantenete un linguaggio gentile ed educato. Non è richiesto dalla Legge ma è un doveroso rispetto verso gli altri.

RISPETTARE IL BAND PLAN
Rispettate il Band Plan della IARU. Anche questo non è imposto dalla legge ma è frutto di una preziosa autoregolamentazione internazionale dei Radioamatori. Il rispetto del Band Plan significa rispetto per gli altri.

GESTITE OCULATAMENTE I DISTURBATORI
Non rispondete a chi interferisce volutamente sulla frequenza con disturbi o linguaggio scurrile. Non inveite né tanto meno insultate. Ignorate semplicemente il disturbatore. Si stancherà.

USARE L’ALFABETO FONETICO I.C.A.O.
Usate sempre l’alfabeto fonetico internazionale per scandire il vostro nominativo. Anche se siete in un QSO solo Italiano, evitate di usare nomi di città o peggio ancora inventare un vostro modo di dire i nominativi. Non è una questione di lingua, è un problema di comprensibilità. Il corretto uso dell’alfabeto internazionale facilita enormemente la comprensione particolarmente in situazioni di bassi livelli di segnale o di QRM.
Non usate mai la semplice dizione dell’alfabeto sia esso Italiano o Inglese. Solo se siete in QSO con amici che già vi conoscono questo sistema appare accettabile ma è sufficiente che entri in ruota un altro operatore, ecco che ha la necessità di avere il vostro nominativo con la giusta fonetica per poterlo comprendere.

SCANDIRE L’INTERO NOMINATIVO
Per chiamare una stazione o per entrare in un QSO in corso dite semplicemente il vostro nominativo completo.
Nei Contest o nella caccia alla Dxpedition sentirete a volte chiamare utilizzando solo le ultime due lettere del nominativo. Questa è una pessima abitudine da evitare. Otterrete solo l’effetto di far perdere tempo all’altra stazione che sarà costretta a chiedervi il vostro nominativo completo.


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Codice “Q”

Codice “Q”

Il codice “Q” è una lista di abbreviazioni composte da tre lettere di cui la prima è sempre la Q. Il codice era utilizzato a livello internazionale per semplificare le comunicazioni marittime e aeree telegrafiche. Con alcune modifiche è ancora utilizzato dai radioamatori anche in fonia, semplificando così le comunicazioni disturbate e superando le differenze di lingua. Infatti il loro significato è univoco, al di là delle differenti lingue nazionali. Ogni codice a seconda del contesto può essere inteso come una domanda o una risposta.

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Codice Affermativo Interrogativo
QRA Nominativo di stazione Il tuo nominativo è?
QRB Distanza tra le stazioni La distanza approssimativa è?
QRG Frequenza esatta La frequenza esatta è?
QRH Variazione della frequenza La mia frequenza varia?
QRI La tonalità della tua emissione è: 1 buona; 2 variabile; 3 cattiva Come è la tonalità della mia emissione?
QRK La comprensibilità dei tuoi segnali è: 1 cattiva; 2 mediocre; 3 abbastanza buona; 4 buona; 5 ottima Qual è la comprensibilità del mio segnale?
QRL Stazione impegnata Sei occupato?
QRM Disturbi alla stazione Sei disturbato?
QRN Disturbi atmosferici Sei interferito da rumore atmosferico?
QRO Aumento di potenza di trasmissione Devo aumentare la potenza?
QRP Diminuzione della potenza di trasmissione Devo diminuire la potenza?
QRQ Aumento della velocità di trasmissione Devo trasmettere più in fretta?
QRS Trasmettere più lentamente Devo trasmettere più lentamente?
QRT Sospendere la trasmissione Devo terminare?
QRU Non ho niente per te Non hai più nulla da comunicarmi?
QRV Stazione pronta Sei pronto?
QRX Sospendo per un momento le trasmissioni Sospendi le trasmissioni?
QRZ Stazione chiamata Da chi sono chiamato?
QSA L’intensità del tuo segnale è: 1 appena percettibile; 2 debole; 3 abbastanza buona; 4 buona; 5 ottima Che forza ha il mio segnale?
QSB Si ha variazione dei tuoi segnali (fading) Il mio segnale varia?
QSD La tua manipolazione telegrafica è difettosa La mia manipolazione è difettosa?
QSK Posso sentirti nell’intervallo tra i miei segnali (break-in) Puoi sentirmi fra i tuoi segnali?
QSL Ricevuto; ti manderò conferma del collegamento (cartolina) Puoi darmi conferma?
QSM Ripetizione dell’ultima frase Devo ripetere l’ultima frase?
QSN Ascolto il tuo segnale Mi hai sentito?
QSO Comunicare Puoi comunicare con?
QSS Frequenza di lavoro Su che frequenza trasmetterai?
QSX Stare in ascolto Vuoi restare in ascolto?
QSY Cambiare frequenza Devo cambiare frequenza?
QTC Messaggio Hai un messaggio?
QTH Posizione della stazione Da dove stai trasmettendo?
QTR Ora esatta Che ora è?

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Decoder – Encoder CTCSS con Microprocessore PIC

Dopo anni di utilizzo della scheda decoder con integrati LM324 e dell’ encoder ctcss ho constatato che in condizioni estreme di utilizzo queste schede hanno problemi di stabilità termica, pertanto mi sono deciso a realizzare una scheda Decoder ed Encoder CTCSS gestita da microprocessore PIC.
La nuova scheda ha le stesse dimensione della precedente in modo da essere facilmente intercambiabile. La progettazione iniziale risale ad Aprile 2013, mentre l’ultima modifica hardware e software è di Settembre 2013.
Da allora la scheda è stata installata su vari sistemi, senza aver manifestato malfunzionamenti.

Link utili per la realizzazione del progetto:
 

Schema elettrico.
 

Software da programmare sulla PIC 16F628A.
 

Disegno master del circuito stampato in PDF.
 

Disposizione dei componenti.
 

Elenco dei componenti.
 

Codifica per selezionare il Subtono.

Caratteristiche del progetto

Ho voluto realizzare una scheda con funzione sia Decoder che Encoder ad alta affidabilità e basso costo. Escludendo il circuito stampato, che realizzo artigianalmente con la fotoincisione, il costo totale di tutti i componenti non supera i 10 euro.
 

Il circuito è in grado di decodificare e generare i primi 16 subtoni standard da 67 a 114,8 hz selezionando i 4 ponticelli dedicati sul circuito stampato. La Pic 16F628a opportunamente programmata svolge sia la funzione di decodificatore che di generatore di subtono. Il suo oscillatore interno è controllato da un quarzo di 4 Mhz che lo rende immune dalle variazioni di temperatura.
Sono presenti 2 ingressi SQ+ ed SQ- da utilizzare se la scheda decoder è installata sul ricevitore di un ponte locale. In uno di questi ingressi viene collegato il segnale di squelch proveniente dalla radio ricevente. L’ingresso SQ+ viene utilizzato quando il segnale di squelch aperto è positivo. Questo ingresso va collegato a massa quando non è utilizzato. L’ingresso SQ- viene utilizzato quando il segnale di squelch è negativo (segnale a massa squelch aperto). Questo pin se non utilizzato può essere anche lasciato libero.
L’implementazione di questa funzione nel software della PIC permette 2 vantaggi importanti:
il primo: l’utente che entra sul ponte con una deviazione eccessiva (maggiore di +/- 5 KHz) con le normali schede decoder nei picchi di modulazione si avranno delle interruzzioni della modulazione dovute alla perdita dell’informazione del segnale subtono che viene tosato dal filtro passa banda di media frequenza. In questo modo la scheda subtono non rilevando più il subtono chiude la BF per il periodo di durata dei picchi di modulazione. Nel caso di questa nuova scheda il software introduce un ritardo di chiusura massimo di 1 secondo in presenza di squelch aperto, permettendo alla BF di passare anche in presenza di picchi eccessivi di modulazione.
Il secondo: la PIC rilevando anche il segnale di squelch chiude la BF non appena il segnale di squelch manca, senza aspettare il ritardo fisiologico dalla cessazione del segnale subtono. Questo si traduce in una rapida chiusura della BF.
Questa funzione va utilizzata solo nel ricevitore del ponte locale e NON VA ASSOLUTAMENTE USATO nel caso di apparati di Link.
Il software della PIC è in grado di riconoscere automaticamente quando un segnale di squelch è collegato su uno dei pin dedicati. Quindi nel caso di apparati di Link basta collegare il pin SQ+ a massa e lasciare libero il pin SQ-.

Descrizione dello schema elettrico

Analizzando la parte decoder del circuito si nota che il segnale BF prelevato dal ricevitore attraversa 2 filtri passa basso da 12 db per ottava costituito dal doppio operazionale TL082 e da altri componenti passivi (R7, R8, R9, C7, C8 e C9 per il primo stadio e R18, R19, R20, C20, C21 e C22 per il secondo stadio).
Il segnale subtono ripulito dal segnale vocale presente sul pin 7 di U2 viene squadrato da U4A prima di raggiungere il pin 3 della PIC.
Per il circuito squadratore ho previsto 2 configurazioni. La prima configurazione consiste nel montare sulla stampato R10 con il valore di 82kohm e montando anche R11, C10 e C11 omettendo di montare R23 ed R24. Da test eseguiti io preferisco usare la seconda configurazione che consiste nel montare R10 con il valore di 56kohm omettendo il montaggio di R11, C10 e C11 e montando invece R23 ed R24.
In presenza del tono giusto i pin 6 e 7 della PIC cambiano il loro stato logico. Il pin 6 passa da 0 volt a 5 volt, mentre sul pin 7 accade il contrario. Settando JP1 correttamente è possibile avere Q1 in conduzione in presenza di tono utile o viceversa.
Sul pin 13 è sempre presente il subtono selezionato con i 4 jumper. Trattandosi di un’onda quadra verrà resa sinusoidale utilizzando il filtro passa basso composto da U4B e dai componenti passivi R14, R15, R16, C16, C17 e C18.
L’ampiezza del tono subaudio potrà essere regolato dal trimmer RV1. Il jumper JP2 che normalmente è chiuso, può tornare utile qualora si voglia interrompere il subtono in tx utilizzando degli interruttori elettronici tipo CD4066 o dei relè meccanici. Spesso per bloccare il tono in tx si usa mettere in cortocircuito a massa con un transistor il segnale, questo può creare un fastidioso Bump, cosa che non si verifica utilizzando degli interruttori elettronici collegati su JP2.

Conclusioni

Con questa nuova scheda subtono ho reso affidabili le mie realizzazioni azzerando le manutenzioni dovute alla deriva termica delle vecchie schede decoder ed encoder inserendo anche una innovazione come destritta nell’articolo che migliora le prestazioni dei ponti.

Di seguito ci sono alcune foto ad alta risoluzione utili per il montaggio dei componenti sul circuito stampato:
 

Vi prego di segnalarmi eventuali parti poco chiare in modo da migliorarlo. Spesso chi scrive un articolo da molte cose per scontato.

Buon divertimento. ’73 Lorenzo IW6OCM

NOTE:

Ho ricevuto molte e-mail di apprezzamento per questo progetto e ringrazio pubblicamente quanti mi hanno scritto.
Una domanda ricorrente è: Perchè ho realizzato una scheda decoder con solo i primi 16 subtoni standard e non tutti e 32?
[1°] In campo radioamatoriale vengono utilizzati sempre valori tra i primi sedici, in questo modo ho realizzato i filtri passa basso con frequenza di taglio a 130Hz eliminando meglio la BF della voce.
[2°] Ho utilizzato una particolare routine software per velocizzare il riconoscimento del subtono. Se avessi voluto decodificare le frequenze più alte e mantenere la stessa precisione e velocità avrei dovuto usare delle variabili a 16 bit che avrebbero complicato troppo il software. Potevo cambiare tipo di Pic, ma non sarei riuscito a realizzare una scheda cosi compatta delle stesse dimensioni della precedente da essere intercambiabile, comportando un notevole lavoro per la sostituzione delle vecchie schede.

Note ed Errata Corrige:

Mi sono state segnalate alcune incongruenze tra elenco componenti, schema elettrico e foto, che potrebbero mettere in difficoltà chi volesse realizzare il progetto.

Per il valore di R10 fare attenzione alla nota riportata a destra in basso sullo schema elettrico.
Per R13 il valore consigliato è 100kohm come visibile nelle foto, se montate una resistenza da 10kohm come riportato nell’elenco componenti l’ampiezza del tono in uscita potrebbe risultare troppo bassa.
Per R17 il valore può essere sia da 15Kohm come riportato nell’elenco componenti e sia 18kohm come visibile nelle foto. Nel secondo caso l’ampiezza del segnale in uscità sarà leggermenete più bassa.
Per R21 consiglio il valore di 15kohm come riportato nell’elenco componenti. Con il valore da 10Kohm visibile nelle foto, la corrente di base del transistor è leggermente maggiore, ma il circuito funziona ugualmente.
Il valore corretto di C3 è 1uF. il valore da 100uF riportato sull’elenco componenti è errato. Il circuito comunque anche con il valore più alto funziona lo stesso anche se si allunga il tempo di reset della PIC all’accensione.
Per C23 il valore corretto è 100nF e non 100uF come visibile nello schema elettrico. Stranamente nell’elenco componenti, generato dal programma che uso per i circuiti stampati, il valore di C23 non appare.
Infine i condensatori da montare dal lato saldature sono C4, C12, C13, C19, C23 tutti da 100nF.


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50 Mhz

Band plan 6 metri

50.000-51.000 MHz
50.000-50.100 CW
50.020-50.080 Beacons (non permessi in Italia)
50.090 CW intercontinentale
50.100-51.000 Tutti i modi a Banda stretta
50.100-50.130 Chiamata SSB intercontinentale
50.110 Centro chiamata SSB intercontinentale
50.150 Chiamata SSB continentale
50.160 Stazioni isole I.I.A.
50.185 Attività crossband
50.190 Chiamata SSB italiana
50.200 Chiamata Meteor Scatter
50.510 SSTV
50.550 FAX
50.600 RTTY
50.620-50.750 Comunicazioni Digitali


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