SWL (shortware listening), indica l’attività di radioascolto orientata alla banda delle onde corte. L’ SWL è un appassionato del radioascolto, ovvero un ascoltatore del traffico radioamatoriale e non solo. Infatti l’ascolto si estende alle emittenti internazionali, l e radio di stato, le emittenti in banda tropicale, le emittenti in onde medie, i bollettini emessi dalle capitanerie di porto e dagli aeroporti di tutto il mondo, le stazioni utility ecc.
Quello del radioascolto è spesso una tappa obbligata ed importante per diventare radioamatore. L’attività principale degli SWL è quindi l’ascolto delle bande radioamatoriali nello spettro corrispondente alle onde corte, ovvero le HF. Le frequenze in queste bande godono di particolari proprietà di propagazione ionosferica. In Italia, l’esercizio di una stazione da SWL non richiede il superamento di esami e, grazie al D.P.R. 5 Ottobre 2001 N. 477 Art. 43, viene liberalizzato l’ascolto delle bande destinate ai radioamatori. E’ comunque necessario richiedere il nominativo presso la Direzione Compartimentale PT competente per territorio.
Il nominativo è composto dal prefisso indicante la nazionalità e la zona di residenza, seguito dal numero di autorizzazione. Alcuni operatori sono soliti utilizzare, come suffisso aggiuntivo, la sigla della provincia. L’assegnazione di un nominativo è essenziale per potere inviare e ricevere le cartoline di conferma di ascolto I maggiori contest radioamatoriali internazionali permettono la partecipazione degli SWL, istituendo a tal scopo delle categorie apposite.
Gli SWL sono tenuti (come chiunque) all’osservanza della normativa nazionale ed internazionale sulle radiocomunicazioni, ed in particolare all’obbligo del segreto su tutte le eventuali trasmissioni non radioamatoriali casualmente captate, delle quali non deve essere rivelato non solo il contenuto, ma neppure l’esistenza, salvo qualora si tratti di chiamate di soccorso nel qual caso si ha invece l’obbligo di notificare nel più breve tempo possibile la chiamata con tutti i dettagli possibili alle Autorità competenti.
Utili suggerimenti per l’utilizzo del Link Nazionale CISAR
Il trasponder nazionale è l’insieme di tanti ponti ripetitori dislocati lungo l’intero territorio nazionale. Quindi anche se ascoltandolo può sembrarci un ripetitore normale, non è così. Ci sono piccole regole tecniche che dobbiamo prendere in considerazione:
Quando ci sintonizziamo in un ripetitore facente parte della rete nazionale, come dovremmo fare sempre ma in particolare in questo sistema, rimaniamo in ascolto. Controlliamo se il ripetitore è libero per la nostra chiamata, se fosse occupato annotiamo i nominativi in QSO, quindi entriamo.
Prima di iniziare a parlare aspettiamo che cada la coda del ripetitore.
Una volta premuto il PTT qualche istante di attesa prima di parlare migliora sicuramente la comprensibilità del QTC.
I messaggi devono essere brevi: evitare lunghi messaggi; il ripetitore è nazionale: ci possono essere molti OM che vogliono utilizzarlo.
Entrati in QSO, oltre al proprio nominativo e ai vari controlli, dare anche la frequenza di ingresso del proprio terminale, in modo da informare il corrispondente dell’esatta porta di accesso al sistema.
Sarebbe bene evitare controlli di transito o prove di antenne sul nazionale, stiamo pur certi che, grazie all’impegno dei suoi manutentori, la qualità del nostro passaggio sul trasponder nazionale dipende dal segnale con cui lo riceviamo.
Se avete un alimentatore da 13,8 Volt e 5 Ampere di corrente massima è possibile trasformarlo in un ottimo alimentatore da 50 Ampere utilizzando ovviamente una batteria per auto da 50 Ampere/Ora. In pratica il suddetto alimentatore verrà trasformato in un ottimo caricabatteria automatico con pochissimi componenti e con una spesa veramente irrisoria.
Note teoriche
E noto che per caricare correttamente una batteria al piombo la corrente massima di carica non deve superare 1/10 della sua corrente nominale. Nel caso di una batteria da 50 Ampere/ora la corrente massima di carica deve essere di 5 Ampere. Non molti sanno che una batteria al piombo perfettamente carica dopo 2-3 mesi si scarica anche se non utilizzata. Per mantenerla sempre perfettamente carica essa ha bisogno di una ricarica costante con una corrente di circa 1/100 della corrente nominale.
Basta quindi realizzare un caricabatteria che sia in grado di erogare una corrente massima di 5 Ampere quando la batteria è completamente scarica e sia in grado di erogare una corrente di 0,5 Ampere quando essa è completamente carica. In questo modo avete la possibilità di collegare alla batteria le radio di stazione che funzioneranno anche quando mancherà la corrente di rete senza preoccuparvi di ricaricarla ogni tanto.
Come precedere
La prima cosa da fare e portare la tensione dellalimentatore da 13,8 a 14 Volt, ritoccando il trimmer interno.
Lautomatismo del circuito sta solo ed esclusivamente nella resistenza da 0,39 Ohm 10 Watt (in alternativa potete usare 10 resistenze da 3,9 Ohm 1 Watt collegate in parallelo). Quando la batteria è carica la sua tensione è di 13,8 Volt, quindi la corrente di carica è di 0,5 Ampere. Quando la batteria comincia a scaricarsi la corrente aumenta progressivamente fino a raggiungere i 5 Ampere quando la tensione della batteria è di 12,5 Volt. Se collegate allalimentatore una batteria quasi scarica la cui tensione è inferiore a 12,5 Volt, entrerà in funzione il limitatore di corrente che ogni buon alimentatore possiede e quindi la corrente non potrà superare i 5 Ampere e non correrete il rischio di danneggiare la batteria.
Il resto del circuito, costituito dal relè 12 Volt, dai diodi 1n4148 e 1n4007 dal condensatore elettrolitico da 220 uF 35 Volt e dalla resistenza Rx (il cui valore va trovato sperimentalmente), ha la funzione di impedire che, quando manca la corrente o lalimentatore e spento, la batteria possa scaricarsi attraverso lalimentatore e nel caso peggiore anche danneggiarlo. Come si vede dal circuito la tensione per eccitare il relè va presa direttamente dal secondario del trasformatore del vostro alimentatore. Potete omettere tutta questa parte del circuito (relè, diodi 1n4148 e1n4007, condensatore da 220 uF e resistenza Rx) se il vostro alimentatore riesce ad arrivare a 14,7 Volt. Infatti, in sostituzione di questa parte del circuito potete inserire un diodo da 6-7 Ampere (che come sapete introduce una caduta di tensione di 0,7 Volt). Accertatevi che il vostro alimentatore regolato a tale tensione riesca effettivamente ad erogare 5 ampere. In caso contrario, lalimentatore potrebbe non ricaricare correttamente la batteria.
Come trovare il valore giusto della resistenza Rx
Il valore di Rx deve essere cercato per fare in modo che ai capi del diodo 1n4148 ci sia circa 12 Volt ( non ha importanza se non sarà esattamente 12 ; valori da 11 a 13 volt andranno ugualmente bene). Il valore quindi dipende sia dalla tensione presente sul secondario, che dallassorbimento del relè. Conviene partire dal valore di 470 Ohm, riducendo questo valore se la tensione misurata è più bassa ed aumentandola se la tensione è più alta.
Se notate che nonostante avete trovato il valore giusto di Rx il relè vibra, significa che il condensatore elettrolitico da 220 uF va portato a 470 uF o addirittura a 1000 uF. Questo dipende dallassorbimento del relè che risulta superiore al normale e quindi il condensatore elettrolitico non riesce a livellare bene la tensione rettificata dal diodo 1n4007.
Suggerimenti
Collegate il caricabatteria direttamente sui morsetti della batteria utilizzando dei cavi di almeno 2,5 mmq di sezione (cavi di sezione inferiore introdurrebbero una resistenza tale da non permettere una ricarica corretta della batteria). Applicare tra la batteria e il caricabatteria 2 fusibili da 5 Ampere ciascuno, uno sul polo positivo e uno sul polo negativo (io ho utilizzato dei fusibili per auto che sono ottimi allo scopo). Prelevate sempre lalimentazione per le apparecchiature direttamente sui morsetti della batteria e interponete sempre 2 fusibili uno sul polo positivo e uno sul negativo di amperaggio adeguato allassorbimento dellapparecchiatura. Questo piccolo accorgimento vi permetterà di salvare le apparecchiature in caso di corto circuiti o inversioni di polarità.
Con questa soluzione quindi avete realizzato un alimentatore protetto anche da sovratensione poiché la batteria funge da grosso condensatore.
La spesa per realizzare il tutto è veramente irrisoria specialmente se riuscite a reperire una batteria usata ancora in buone condizioni.
Il Link Nazionale fonia è una bella realtà che resiste nonostante il digitale e internet a larga banda facilitino la diffusione di sistemi di comunicazioni più evoluti. Il motivo principale è la semplicità di accesso al sistema con ricestrasmettitori di basso costo e di facile utilizzo senza programmazioni particolari. Chi non è direttamente interessato all’installazione e manutenzione dei sistemi che compongono tutta la rete ignora che essa è composta oltre che dal ponte locale, da apparati di link, da circolari, da “X” e da qualche tempo da ripetitori connessi attraverso il sistema OBBELIX.
OBBELIX è nato da un’idea del CISAR di utilizzare un server per le teleconferenze Teamspeak 3 per collegare ponti radio tra loro tramite connessione internet o wi-fi dove non era ancora possibile arrivare con segnali radio. Utilizzando la versione client di TeamSpeak 3 con un plug-in, possiamo interfacciare un computer con una radio analogica utilizzando la scheda audio per i segnali BF e la porta seriale per lo Squelch ed il PTT.
Sulla sinistra è presente la schermata video del sistema che collega la Circolare della Majelletta IR6UDJ alla stanza denominata Link Nazionale Master Monte Amiata. Da quando non è più attiva la Circolare del Gran Sasso è stato possibile collegare la dorsale Adriatica del Link Nazionale al Monte Amiata tramite questo sistema. Lo stesso può essere utilizzato per collegare ponti locali molto lontani dove non è ancora arrivato il segnale del Link Nazionale. Per esempio il ponte IR9UAM di Castelvetrano (TP) è collegato a tutta la rete nazionale tramite OBBELIX utilizzando la connessione internet di casa di un radioamatore. Infatti non è necessario che il sistema (computer + radio) stiano nella stessa postazione dove è presente il Ponte locale.
REALIZZAZIONE di un CLIENT per il collegamento ad OBBELIX
Di seguito illustrerò i passi principali per realizzare un Client OBBELIX per il collegamento di un ponte radio locale al sistema Link Nazionale Analogico utilizzando un computer, una radio, il software adatto e una connessione internet adsl.
Software: è la parte che ha richiesto maggiore impegno per trovare le versioni giuste funzionanti e stabili. Il sistema operativo su cui mi sono basato è stato Windows XP SP3, anche se questo S.O. non è più aggiornato dal 2014 rimane il più adatto. Non sono riuscito, nonostante gli sforzi, a far funzionare il client OBBELIX con sistema operativo Windows 7. La versione di Teamspeak 3 da utilizzare è TeamSpeak3-Client-win32-3.0.13.1.exe mentre il plugin è Gateway_Commander.ts3-plugin. Ci sono versioni di TS3 più aggiornate ma non sono riuscito a farli funzionare allo stesso modo anche provando versioni di plugin più recenti. Il programma all’avvio vi chiederà spesso di aggiornare all’ultima versione, non lo fate perchè non funzionerà più nulla.
Installazione: si installa TeamSpeak3-Client-win32 e poi Gateway_Commander.ts3-plugin. Avviato il programma dovete configurare la connessione al server www.cisar.it come si vede nella schermata successiva (la password è cisar ) e configurare anche il Bookmarch per l’avvio automatico e l’accesso diretto alla stanza interessata. Questa seconda configurazione la potete fare anche alla fine, quando tutto il sistema è pronto. Cosa importantissima ad ogni installazione o reinstallazione di TeamSpeak3-Client-win32 si genera un codice unico all’interno del programma che identifica quella installazione. E’ necessaro che gli Amministratori del server vi abilitino ad utilizzare il server. Troverete tutte le informazioni in una finestra popup alla prima connessione.
Computer: Come già detto è necessario un sistema operativo Windows XP SP3, pertando vanno bene computer non particolarmente veloci. Requisito essenziale scheda audio e porta seriale. Trattandosi di un computer che rimane acceso 24 ore al giorno ho voluto sperimentare dei piccoli Computer Client opportunamente modificati per installare il sistema operativo Win XP professional SP3. Il vantaggio di questi Client è l’alimentazione a 12 volt come la radio, l’assenza di ventole e le piccole dimensioni. Occupando poco spazio e non facendo rumore possono rimanere accesi sempre senza disturbare. Di seguito le foto di un sistema assemblato con un Client HP e una radio GM900. Da notare che non sono necessarie interfacce di separazione tra computer e radio visto che entrambi sono alimentati a 12 volt. Questo rende i cablaggi molto semplici e ordinati.
Modifiche al Computer: Questi computer non hanno un hard disk ma delle SSD da 512 Mb o da 1GB inserite su un connettore standard a 44 pin. Ovviamente tale capacità non è sufficiente per installare il sistema operativo completo. Le soluzioni sono due: 1) reperire una SSD da 8 o 16 GB; 2) inserire un adattatore per Compact Flash e utilizzare come Hard disk una CF da almeno 8 GB 400x o ancora meglio 800x. Ho preferito questa seconda soluzione che mi permette di fare dei cloni della CF dopo che ho installato il sistema operativo. Quindi quando avrò bisogno di realizzare un altro dispositivo Client per OBBELIX non dovrò reinstallare il S.O. da capo. Inoltre posso fare un clone della CF dopo che ho completamente configurato il sistema e quindi avere una copia. Se la CF si guasta basta sostituirla con la copia e tutto torna a funzionare correttemente. Di seguito alcune foto interne del computer e la modifica per installare la Compact Flash.
Settaggi del Plugin Aprire il menù a tendina cliccando su Settings. Poi cliccare su Plugins per aprire la finestra omonima e quindi selezionare TS3-Gateway(-1-), infine cliccare su settings in basso a sinistra per aprire un’altra finestra dove fare i settaggi delle schermate seguenti. ATTENZIONE: il salvataggio di tutti i parametri che farete sull’ultima finestra sarà corretto solo se prima di chiuderla la spostate e cliccate sul pulsante Close della finestra di plugin.
Sulla destra l’interfaccia che ho utilizzato per collegare i segnali PTT e CTCSS alla seriale del computer. Lo schema cambia se il segnale che proviene dall’uscita CTCSS è con Busy positivo o a massa. I segnali di bassa frequenza vanno collegarli ai due ingressi della scheda audio. Il segnale che la radio deve trasmettere va prelevato all’uscita Speaker, mentre il segnale ricevuto dalla radio va collegato al connettore Line-In (se presente) oppure a quello Mic. Nel connettore Mic è presente una tensione di circa 2 volt, quindi va usato un condensatore di disaccoppiamento. La regolazione dei livelli vanno fatti via software utilizzando gli appositi applicativi di Windows. Se il segnale ricevuto dalla radio è troppo alto, per rendere più agevole la regolazione via software va abbassato utilizzando un trimmer. La stessa cosa si può fare per il segnale in TX.
Settings ->…. Options
Dalla barra dei menù, su Settings è possibile entrare nella finesta Options. Qui è necessario settare almeno tre finestre: Application, Capture e Playback nel modo che vedete negli screenshot seguenti.
Ho cercato di riassumere la mia esperienza nel modo più sintetico possibile senza la pretesa di essere esaustivo per tutti. Vi prego di segnalarmi eventuali parti poco chiare in modo da migliorarlo. Buon divertimento. ’73 Lorenzo IW6OCM
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AREZZO 30 Settembre 01 Ottobre 2017 Sessione Tecnica