Gli apparati veicolari Motorola McMicro costruiti negli anni ’80 sono stati ampiamente utilizzati per i collegamenti radio in ambito civile. Sono ancora reperibili a basso costo come apparati Surplus e facilmente adattabili alle bande di frequenza radioamatoriali VHF ed UHF.
Pregi:
– Si comportano molto bene in presenza di elevata radiofrequenza.
– Sono molto versatili, facilmente programmabili e modificabili.
– Ancora di facile reperibilità a prezzi accettabili.
– Presenza di un generatore di tono CTCSS interno (solo in TX).
Con questa denominazione si identificano esclusivamente operatori che, dopo aver sostenuto un esame di cultura radiotecnica, ottengono dal Ministero delle Telecomunicazioni lautorizzazione a gestire una stazione radio. Lesatta interpretazione della definizione di radioamatore va vista nellottica di una specifica categoria di tecnici radio che, pur operando spesso per hobby, è in possesso di un bagaglio tecnico di grande vastità e complessità. Ai radioamatori si devono quasi tutte le innovazioni tecniche che hanno segnato il cammino della radio, questo formidabile strumento che ha abbattuto tutte le distanze tra i popoli ed è nato dal genio di Guglielmo Marconi. Il collegamento tra OM avviene in ogni angolo del mondo sia con la voce (fonia), con il codice Morse (cw), che con la telescrivente sino agli ultimi sistemi computerizzati digitali (rtty, packet , sstv, psk31, ecc.)
In tutto il mondo si contano diversi milioni di radioamatori. In pratica globo terrestre è coperto da una fitta rete di stazioni collegabili fra loro la cui lingua ufficiale è linglese. Le istituzioni internazionali si sono rese conto che nessuno meglio dei radioamatori poteva garantire, per vastità e capillarità, una copertura totale in caso di emergenze. Ecco allora che i radioamatori, organizzati in associazioni sono divenuti parte integrante e fondamentale di varie protezioni civili stabilendone un legame molto stretto per fornire un grande supporto alle comunicazioni. I radioamatori sono i primi ad intervenire e gli ultimi a lasciare la zona dellemergenza, quando si ristabiliscono le comunicazioni telefoniche. Il caso del terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila ne è un esempio importante e significativo.
Il radioamatore è uno sperimentatore: può costruire gli appararecchi che userà per trasmettere, utilizzare le tecniche più recenti o inventarne di nuove. I radioamatori sono una risorsa per la comunità, tant’è che si parla di Servizio di Radioamatore. Lo Stato Italiano, al pari di tutti gli stati del mondo, ha riconosciuto nei radioamatori un bene prezioso per lo sviluppo culturale e tecnologico del paese ed un valido aiuto in tutte le situazioni di calamità naturale (in tali circostanze, essi sono precettabili dall’autorità di Pubblica Sicurezza);
Nonostante la diffusione di Internet abbia modificato negli ultimi anni linteresse verso il mondo della radio, i radioamatori rappresentano un patrimonio tecnico-culturale unico in tutto il mondo, costituendo la base della ricerca e dello sviluppo di tutti i più sofisticati sistemi di telecomunicazione. Il futuro della radio è il futuro di tutti i sistemi di comunicazione.
Perchè diventare radioamatore?
Le motivazioni sono tante, quella principale è la passione per le radiocomunicazioni e l’elettronica in generale. Altra motivazione è il desiderio di socializzare e di fare amicizia con persone che si trovano ben al di là dei confini che il nostro occhio può vedere.
Chi pensa invece che diventando radioamatore, si possa generare una qualche forma di lucro o che rappresenti un mezzo per fare denaro, resterà deluso. Escludendo chi di fatto commercia nel campo delle apparecchiature e servizi, l’attività di radioamatore non ha scopo di lucro ma solo il fine di estendere le proprie conoscenze in materia di comunicazioni via radio e degli studi affini ad esso. (Come ad esempio le comunicazioni digitali).
Inoltre chi ha desiderio di intraprendere l’attività radiantistica deve tenere in considerazione che tale obiettivo ha un discreto costo, per lo meno iniziale (acquisto delle radio, delle antenne, ecc.) e che ad ogni modo non avrà mai un ritorno economico da tale “hobby” ma solo tanta soddisfazione nel poter realizzare collegamenti con altri radioamatori a grande distanza, riuscire nel “fai da te” elettronico e meccanico; sentirsi un più pò “padroni” dell’etere che ci circonda, piuttosto che dei semplici utilizzatori.
Abbiamo realizzato un circuito in grado di inviare un identificativo vocale per un ponte in fonia a cadenza prefissata, sfruttando il kit FT199K distribuito dalla Futura Elettronica . Anche se il kit FT199k memorizza e conserva in assenza di alimentazione il messaggio da inviare, è necessario un circuito che provvede alle seguenti funzioni: – Inviare il messaggio con una cadenza di 10 minuti. – A tempo scaduto attendere ad inviare il messaggio se c’è un QSO in corso per impedire che l’identificativo disturbi chi sta parlando in quel momento. – Prima di inviare l’identificativo attendere almeno 15 – 20 secondi dopo la fine del QSO. – Interrompere il messaggio se lo squelch del ricevitore del ponte si apre a seguito della ricezione di un segnale. Quest’ultima funzione, che può essere superflua per un ponte locale, è fondamentale quando si utilizza su sistemi come il Link Nazionale per impedire che l’identificativo entri su tutta la rete.
Descrizione del circuito
Il circuito può essere alimentato ad una tensione da 9 a 15 Volt. Lintegrato U1 provvederà a stabilizzare la tensione a 5 Volt che servirà ad alimentare anche il ChipCorder.
La temporizzazione è svolta da U2, che con i valori scelti di C7, C8, R3 e R4 da un impulso negativo sul pin 3 ogni 10 minuti.
Le 4 porte NAND facenti parte dellintegrato 4093 U3 hanno la funzione di far attendere limpulso negativo se è in corso un QSO (livello logico zero sullingresso pttin-1), di attendere 15 20 secondi dal termine del QSO prima di inviare il messaggio (R1, C5 e U3c) ed infine far si che limpulso che esce al pin 10 di U3 sia sufficientemente stretto (U3d).
Limpulso che esce dal pin 10 di U3d arriva al Flip-Flop set reset composto da U4a e U4b il quale comanda la partenza del messaggio registrato sulla scheda vocale FT199K attraverso il collegamento eseguito tra il pin 4 di U4 ed il pin 23 dellintegrato presente sulla scheda FT199K.
Alla fine del messaggio il pin 25, sempre dellunico integrato presente sulla scheda della Futura Elettronica, invia un impulso negativo che fa resettare il Flip-Flop. Al pin 3 di U4 è collegato il transistor Q1 che manda in tramissione il ponte solo per il tempo necessario allinvio dellidentificativo.
Il segnale di bassa frequenza va prelevato all’uscita bfout. Il trimmer RV1 permette di regolarne il livello per una corretta modulazione del trasmettitore.
I due NAND U4c e U4d insieme a R8 e C12 provvedono a dare i giusti livelli logici ad alcune parti del circuito al momento dell’accensione, per permettere un corretto funzionamento.
Unica modifica da eseguire sul circuito Ft199k è la sostituzione della resistenza R4 da 100.000 Ohm con una da 10.000 Ohm.
Infine il pulsante P1 ha la funzione di inviare il messaggio senza attendere i 10 minuti del temporizzatore. Questo risulta utile in fase di messa a punto per provare tutte le funzioni. Lista componenti
Questo semplice circuito serve a registrare sulla scheda FT199K lidentificativo vocale che si intende trasmettere.
Per alimentare il tutto è sufficiente utilizzare una batteria da 9 volt che rende facilmente trasportabile il circuito. Esso presenta un integrato stabilizzatore (78L05) che da la tensione idonea al funzionamento della scheda vocale.
È presente una capsula microfono (a condensatore) preamplificata, che fornisce lampiezza di segnale sufficiente per il ChipCorder.
I due pulsanti Play e Rec hanno la funzione rispettivamente di ascolto del messaggio registrato e di registrazione del messaggio. Il pulsante Rec va premuto per tutto il tempo di registrazione del messaggio, mentre per il riascolto basta premere brevemente il pulsante Play.
Laltoparlante è già presente in dotazione al Kit FT199K e va collegato direttamente alla scheda.
Per tutte le spiegazioni relative al funzionamento della scheda FT199K si rimanda allarticolo apparso su ELETTRONICA IN Ottobre 1997 che viene fornito in fotocopia nel kit della Futura Elettronica (tel. 0331-576139 ).
Alcune tecniche di trasmissione dei radioamatori sono definite “digitali” poichè invece di irradiare la propria voce in FM o SSB, vengono trasmessi segnali con l’ausilio del personal computer (comunicazioni tipo chat). Esistono molti programmi adatti allo scopo tra cui diversi sono multimodo, cioè permettono di trasmettere a scelta in: SSTV(trasmissione immagini), PKT, PSK, RTTY, Olivia ecc.
La connessione fra PC e radio è piuttosto semplice. Dovendo trasferire i segnali audio in ingresso ed uscita sarebbe sufficiente inserire le spine jack 3.5 sulla scheda audio del computer e portarle verso il proprio ricetrasmettitore. Le radio attualmente presenti sul mercato permettono pressoché tutte di utilizzare una presa “Dati” preposta che ci evita di dover utilizzare l’ingresso del microfono e l’uscita dell’altoparlante. Inoltre quando si vuole trasmettere, è necessario attivare il PTT. Ciò si può fare collegando alla presa COM del PC (al pin RTS o DTR) il PTT dell’RTX utilizzando un piccolo circuito con un transistor dedicato. Questo tipo di collegamento diretto se da un lato è estremamente facile da eseguire, dall’altro non assicura un perfetto isolamento fra radio e computer. Qualsiasi problema, errore di collegamento, sbalzi di tensione, differenze di potenziale potrebbero danneggiare i propri apparecchi. E’ quindi consigliabile realizzare un circuito che garantisca separazione fisica totale come una “interfaccia optoisolata” adatta allo scopo.
L’interfaccia che vi propongo di realizzare richiede solo un minimo di attrezzatura e competenza col saldatore, ma i risultati sono davvero eccellenti. I componenti necessari sono facilmente reperibili in qualsiasi negozio di componentistica. Personalmente ho trovato tutto sul sito http://www.webtronic.it
Nella “Figura 1”, rispetto allo schema elettrico ci sono due componenti aggiuntivi facoltativi ed opzionali. Il primo è un deviatore a 4 scambi per poter utilizzare due diverse radio ed un secondo circuito PTT optoisolato che invece del pin RTS è collegato ad DTR utilizzato come keyer per eventuale attività in CW. Ci sono programmi, infatti, che permettono di fare telegrafia sia in modalità SSB , quindi modulando con un segnale ad una determinata frequenza che si avvicini il più possibile a quello della telegrafia, sia come sostituzione del tasto vero e proprio. Il diodo led luminoso si accende in fase di trasmissione ed è un elemento importante per tenere sotto controllo il funzionamento del sistema. L’interfaccia può funzionare anche con i computer sprovvisti di presa seriale, come i moderni notebook. E’ sufficiente in queso caso inserire un adattatore usb-seriale facilmente reperibile in commercio.
Non è necessario realizzare un circuito stampato. Data la semplicità dello schema va benissimo anche una basetta millefori. E’ preferibile utilizzare un contenitore metallico per evitare rientri di RF ed avere quindi una maggiore schermatura. Utilizzare esclusivamente cavetti schermati di buona qualità. Anche per i trasformatori è preferibile che siano di tipo schermato. E’ possibile reperirli anche da vecchi modem 56k telefonici. Se li cercate su internet inserite il termine di ricerca “trasduttori telefonici”. Io li ho trovati solo http://www.esco.it e costano pochi euro. Il potenziometro non è indispensabile, infatti i livelli audio possono essere facilmente regolati col mixer di Windows ed agendo sui comandi del ricetrasmettitore. L’integrato optoisolante 4N35 o 4N25 ecc. è preferibile montarlo su di uno zoccolo per eventuali sostituzioni in caso di guasto. Usare spinotti jack 3.5 di tipo stereo ed effettuare il collegamento solo con uno dei canali, dx o sx è indifferente. Se si usa uno spinotto di tipo mono oppure vengono saldati in uno spinotto stereo entrambi i canali, equivale a cortocircuitare i canali stessi con possibili danni alla soundblaster del pc.
Per facilitarvi nell’ individuazione dei pin della presa COM leggete di seguito confrontando con l’immagine sopra.
Connettore DB9 maschio sul lato PC 1 in DCD Data Carrier Detect 2 in RX 3 out TX 4 out DTR Data Terminal Ready 5 na Ground (Massa) 6 in DSR Data Set Ready 7 out RTS Request To Send 8 in CTS Clear To Send 9 in RING indicator